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Rai: Cesa (Udc), programma a Carlotto lascia sconcertati

“Oltre ogni logica, oltre il buon senso, la decisione della Rai di far condurre una trasmissione a Massimo Carlotto, l’uomo che nel 1976 assassinò la fidanzata con quasi 60 coltellate e fu poi graziato dopo qualche anno di carcere per motivi di salute dal presidente della Repubblica Scalfaro. A cosa servono l’impegno, gli sforzi, le battaglie contro il femminicidio se accadono fatti del genere, se un’azienda pubblica la cui missione trova fondamento nei principi posti dalla Costituzione, affida un programma al colpevole di un femminicidio? È una scelta che sicuramente lascia sconcertati e non ci si aspetta a maggior ragione dalla tv di Stato, una iniziativa che non va nella giusta direzione a differenza di progetti lodevoli come quello che a breve partirà, grazie a un accordo tra la Regione Campania e l’AISPIS, l’Associazione Italiana delle Scienze di Polizia Investigativa e Scientifica, per costituire una Task Force, a livello locale e nazionale, con personale formato per gestire e affrontare nel migliore dei modi e con la massima efficacia e celerità i casi di violenza di genere. Non si può dimenticare infatti che siamo davanti a un fenomeno molto complesso che richiede estrema attenzione e strumenti e azioni specifiche per prevenire e scongiurare tali crimini”. Così in una nota Lorenzo Cesa