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Cesa a Il Tempo: “La politica non stia più a guardare lo shopping delle società d’Oltralpe”

“La politica non stia più a guardare lo shopping delle società d’Oltralpe”

Da tempo è sotto gli occhi di tutti lo shopping di aziende da parte dei francesi in pressoché tutti i settori dell’economia italiana. Quando però si il saldo della bilancia commerciale degli ultimi anni, come ha fatto il Tempo, e si arriva ad un totale di acquisti francesi di aziende italiane, quasi sempre le più performanti e redditizie, per 52,3 miliardi di lire a fronte di 7.6 miliardi investiti da aziende italiane per acquistare aziende francesi si capisce quanti sia centra il tema. E soprattutto si capisce come la politica, più che stare a guardare come i pensionati che guardano i cantieri, altro non sta facendo. Prendiamo il primo partito italiano: i 5 stelle. Hanno uno straccio di idea in materia? Non direi. Il loro programma economico è uno solo: il reddito di cittadinanza. Introdurlo servirebbe a frenare lo shopping di aziende italiane? Certo che no, sarebbe come pensare di curare una malattia grave progettando di comprare casa. E il Partito Democratico? Il Pd governa da anni e lo shopping dei francesi centro non ne ha risentito, anzi. L’unico caso in cui l’Italia ha intavolato un braccio di ferro con la Francia è stato l’acquisizione di Stx France da parte di Fincantieri. Poco, decisamente poco. Eppure mantenere in Italia la testa e la cassa delle aziende più produttivo dovrebbe essere una priorità. Certo il centrodestra in questo senso appare, anche per ragioni culturali e storiche, più attrezzato. Ma non bastano gli slogan, occorre qualche passo in avanti. Serve ad esempio un impegno costante da parte del legislatore e del governo. E serve una capacità diplomatica che proprio in Francia viene diffusa e infusa attraverso scuole di alta specializzazione che sarebbe ora, questo si, di importare anche da noi. Ma qui si rischia di andare lontano. Il tema si intreccia con quello della competenza, che in politica come in diplomazia negli ultimi anni è stata bistrattata da slogan come “l’uno vale uno”. La strada da fare insomma è ancora molta. Ma è urgente farla. Altrimenti anche i nostri ultimi gioielli di famiglia, le grandi aziende nel settore dell’energia, le banche, le assicurazioni, finiranno nel mirino degli altri. A quel punto di rimarrebbero davvero solo turismo monumenti e buona cucina. Decisamente troppo poco per un Paese del G10.