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Migranti: Cesa, impensabile che alcuni Paesi UE si tirino indietro, affrontare caos Libia e Siria

“E’ da un anno che urliamo: occorre solidarietà da parte di tutti i Paesi. Senza solidarietà non risolviamo un problema così epocale e grande. E’ vero, la foto del bambino morto in spiaggia ha scosso le coscienze di tutti gli europei. Ben venga quello che sta accadendo in questi giorni ma certamente è impensabile che qualcuno si tiri indietro”. Lo ha detto il segretario nazionale dell’UDC ed europarlamentare PPE Lorenzo Cesa, ospite de Il Transatlantico su Rainews24. “Mi sento inorridito dall’atteggiamento di alcuni Paesi che sono entrati in Europa da poco – mi riferisco alla Polonia, all’Ungheria, alla Bulgaria – che hanno avuto un atteggiamento negativo nei confronti del fenomeno”, ha detto ancora Cesa secondo cui “oltre ad analizzare l’effetto è arrivato il momento di affrontare la causa del problema: se i Paesi europei non si mettono in testa che dobbiamo andare ad affrontare il problema siriano, del caos in Libia, nel Corno d’Africa, non ne usciamo fuori. Bisogna fare quello che ha detto ieri Cameron”. “Ogni giorno noi abbiamo 3000 persone che giungono in Europa. E’ un fenomeno che non durerà un anno e che dobbiamo affrontare con la solidarietà di tutti i Paesi ma bisogna anche affrontare la causa”, ha concluso Cesa.